lunedì, 26 ottobre 2009

Meglio Tardi Che Mai

 

 ...direi che il template versione "primaverile" aveva fatto il suo tempo, si si un po' di ritardo..ma insomma si fa quel che si può 8D

é molto "minimale" ma va bene così.

La foto è stata fatta da me e boh mi piaceva da mettere perchè sì.

blabla.

 

 

 

Dreamed by Xiaoyu | 23:14 | commenti (1)
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martedì, 20 ottobre 2009

Dubbi alle 4 e 38 del mattino.

Devo avere un problema,ma di quelli seri.
Non sono una cima nei rapporti interpersonali ma sono una buona osservatrice.
Di recente dato che non sto dormendo affatto, passo il tempo a riflettere su quello che osservo.
Oddio sarò banale ma..Facebook?
Parliamone.
E no, non ho voglia di parlare del fatto che è stato concepito per il solo scopo di farsi i cazzi degli altri.
Perchè alla fine è l'occupazione preferita di tutti, per il semplice motivo che se noi ce la passiamo male e vediamo che quella vacca antipatica è stata taggata in una foto in cui sembra avere 10 chili in più alla fine, questo ,ci fa sentire meglio.
La maggior parte delle persone sa essere veramente felice solo se sa che qualcuno se la passa peggio.
Non "Tanto" peggio, ma quel poco che basta per far si che la nostra giornata si risollevi.
Persone orribili eh.
Oppure semplicemente, persone.
Ma insomma no, non voglio parlare di queste cose che tutti quanti hanno già affrontato, perchè si sa a "criticare" un social network ci si sente sempre un po' sociologi esperti in "comportamenti di massa".
Come se fosse una novità che le persone sono tutte uguali.
Però no, noi stessi siamo diversi.
Certo.
Ma non mi dilungherò neppure su questo discorso, oggi ho avuto una discussione interessante sull'agomento durante l'ora di psicologia, ma devo finire di radunare le mie idee per mettere su
un discorso completo e che abbia quantomeno un senso,seppur molto vago.
Quindi per l'ennesimo discorso sulla natura umana/normalità/diversità dovrete aspettare un altro pochino.
Torniamo al punto.
Una vetrina.
Sisi facebook è un'enorme vetrina di varie cose e cosa peggiore sta diventando la più grande vetrina dell'unica cosa che, in una vetrina, non ci dovrebbe mai finire.
Non faccio che vedere gente che ama palesare i propri sentimenti e stati d'animo in modo così dettagliato che ..non so.
Oddio io apprezzo le persone che sanno descrivere qualcosa come i sentimenti, ma non quando questo diventa la stregua di uno spot pubblicitario,fatto di gruppi da mille persone e frasi con mille commenti.

C'era una citazione che ho ripescato che descrive in due righe quello che io avevo intenzione di dire in mille, quindi lascerò il lavoro sporco a lei.


Personalmente diffido dalle persone che sanno e usano parole troppo esatte e precise per descrivere i propri sentimenti.
Però ora notando che tutti lo fanno mi sta venendo un atroce dubbio.
Sarò io ad avere l'emotività di un bradipo?(si, il bradipo lo uso spesso per fare esempi, evviva i bradipi.)
Perchè a questo punto devo per forza essere io.
Perchè a quanto pare prendere i propri sentimenti (qualunque tipo di sentimenti,non fraintendetemi)e riversarli tutti in una frase e mostrarli orgogliosi al mondo è una delle cose più facili del mondo.
Assolutamente devo avere io qualche lack emotivo.
Impossibile che sia sempre e solo un voler mostrare agli altri qualcosa , perchè si è innamorati di un'idea che si è incapaci di vivere davvero. (e soprattutto per conto proprio)
è tutto reale puro e privo di finzione e autocelebrazione.
No.
no.
no.
Devo essere io ad avere qualche problema....



"Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori..."

...Vero?

Dreamed by Xiaoyu | 03:45 | commenti (5)
--- citazioni, riflessioni, vaneggi, egocentrismo ---

sabato, 19 settembre 2009

.

Si impara a resistere perché a non resistere
si mette il mondo nelle loro mani
e loro sono meno di
zero.

resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni
e meno sono le chance
più dolce è la
vittoria.

si dice che si deve lottare per la propria
libertà.
questo lo so.
solo che non ho lottato contro i giapponesi, gli italiani, i tedeschi
né i russi
per la mia libertà.
ho lottato contro gli americani: i genitori, i cortili di scuola,
i capi, le donne di strada, gli amici, il sistema stesso.

non c’è fine, è ovvio, alla lotta.
nuove avversità arrivano come un treno in orario.
forse non sarà più il mattino del doposbronza né
la catena di montaggio in fabbrica
ma la perfidia, l’inganno e la falsa speranza li
sostituiscono.
credo che siamo sotto esame anche mentre
dormiamo, e spesso diventa tutto così letale
che possiamo solo esorcizzarlo a risate.

per resistere ci vuole un po’ di fortuna, un po’ di sapienza
e un ragionevole senso dell’umorismo
perché chi ha freddo ha ancora più freddo,
chi è forte è ancora più forte,
chi era coraggioso è meno coraggioso e
noi possiamo soltanto
meditare sul fatto che
l’elefante se ne sta silenzioso nella foresta in attesa di morire,
che gli uomini falliscono ripetutamente ripetutamente
ripetutamente,
che il prete dimentica le preghiere,
che l’amore può trasformarsi in follia,
o che la pioggia fredda infradicia la tomba
di Mozart.
è alla faccia di queste
e di così tante altre cose che
alla fine si impara a
resistere.

Charles Bukowski

Dreamed by Xiaoyu | 04:53 | commenti (2)
--- citazioni, riflessioni ---

martedì, 01 settembre 2009

Vaneggi Delle 4 Del Mattino II

E'  vero che penso che l'uomo sia un animale non sociale costretto alla socialità.
Tuttavia, alla fine, credo che la faccenda sia più complicata di così.
Io non trovo che sia  sbagliato saper stare soli , penso semplicemente sia necessario per costruire,paradossalmente, qualunque rapporto.
La comunicazione fra persone è una cosa molto complicata, piena di facili incomprensioni.
Per il solo e semplice fatto che le cose che vediamo,che proviamo, che pensiamo sono solo nostre e non comuni a qualcuno.
Se non sappiamo stare bene con noi stessi come possiamo stare bene con gli altri?
Ogni tanto penso che la distanza fra due persone possa essere davvero immensa.
D'altra parte alle volte penso che sia una cosa necessaria.
Non si impara a vivere in un giorno, ma metterci un'eternità è controproducente.

Dreamed by Xiaoyu | 03:10 | commenti
--- riflessioni, vaneggi ---

lunedì, 06 luglio 2009

Per Certe Cose Bisogna Essere Idonei.

Non ho mai avuto una buona opinione sulle scuole private ,questo devo dirlo.
Sia per il fatto che non è che abbiano una buona fama(sisi "ma ci sono casi a parte.." blabla d'accordo.)
Sia perchè non potrei mai sopportare il solo pensiero o dubbio che i miei meriti non siano davvero reali, o miei.
Questo perchè sono presuntuosa, come dicono in tanti,ma uno poi che ci deve fare?
Insomma nella mia vita scolastica liceale non avrei mai lontanamente pensato di dover affrontare un esame che non fosse la maturità.
E invece, come si dice? nella vita non si sa mai !
Certo, non sono andata ad una scuola privata ma ad una serale( per vari motivi ) tant'è che poco tempo fa mi trovavo a Como per sostenere le prove orali di questo fantomatico "Esame di idoneità".
Nulla di esageratamente difficile,ma si sa anche quando sei sicuro di passare un po' di dubbi ti vengono.
Ecco a me questa cosa non è successa, sia perchè sono abituata a cose ben peggiori sia perchè fondamentalmente sono un' incosciente o per meglio dire il mio motto è sempre stato "in qualche modo me la caverò, ".
Ho questa fiducia nelle mie capacità di improvvisazione che molto spesso da' i suoi frutti e ogni tanto no, soprattutto se ti trovi davanti ,una a caso, La Bocchi tenera prof di un tale liceo biologico che sempre con tenerezza ti, letteralmente, sbatteva in faccia 2,3,e 4 con tanta facilità che ci mettevi un po' per assorbire la cosa.
C'è da dire però che spiegava bene e nel suo essere così "stronza" risultava anche una delle più simpatiche.
Un po' come il mio prof di liceo che ho avuto solo un anno che letteralmente mi torturava non interrogandomi MAI.Sapendo che ero sempre pronta(dato che Dante mi piace un sacco).
Quel suo sorriso beffardo "Oggi uhm,no , Corciulo non ti interrogo è inutile che mi guardi così :)"me lo ricordo molto bene.
Però, sinceramente, l'ho abbastanza amato.
Ed ecco quindi che ti ritrovi all'esame in una stanza insieme a mille persone impanicate che tentano di ripassare all'ultimo momento.
E ,d'improvviso, realizzi una cosa.
Che tu non sai un cazzo.
E non è un'affermazione del genere "Oh non so nulla" che fanno la maggiorparte degli schifosi bugiardi che poi prendono 8 e guardano il tuo misero 6 con ilarità .
Significa che proprio non sai un cazzo di niente.
Un po' perchè in fondo tanto sicura non sei dato che hai studiato la maggiorparte delle cose da sola, perchè ti rendi conto che materie come "Lavori Creativi, Contabilità e Musica" le ritenevi prettamente inutili e non ti sei sprecata neanche ad aprire il libro, salvo Storia della quale semplicemente ti sei dimenticata l'esistenza.

Comunque insomma vedi gli altri timorosi ad ogni chiamata e alla fine decidi di fare la cavia e ti butti appena chiamano " Qualcuno in igiene? ho detto qualcuno per igieeeeneee"
Ok.
Nel senso non scherziamo profilassi, malattie infettive i virus, i batteri, l'anatomia e tutto il resto sono l'unica cosa che in fondo ho studiato davvero, dato che sono cose mi piacciono.
Quindi tutto fila liscio.
I problemi sono sorti più tardi.
Insomma finita igiene ti fiondi letteralmente fiondata su Italiano e Storia.
Per italiano nessun problema..il problema era che storia l'avevi rimandata fino all'ultimo , massì finisco Italiano e studio Storia, massì mamma non ti preoccupare storia la studio, massì, un ultima Partita a Biotronic che devo battere il punteggio di Teo assolutamente e poi studio storia.
C'è da dire che Teo l'ho battuto a Biotronic e questo la dice tutta sulle mie conoscenze di 4° in storia.
Che poi non è che sono una capra ignorante qualcosa me la ricordo.
Insomma finito italiano il prof decidi di passare a storia e forse cogliendo il tuo sguardo da "fa che mi chieda qualcosa che mi ricordo" ti fa l'immenso dono di chiederti "Beh dimmi tu un argomento a piacere ".
Escludendo il fatto chei ero un po' scollata( perchè si moriva di caldo,non per altro),che lui era visibilmente gay e che io non ho un cazzo di tette...probabilmente gli stavo simpatica.
E così ecco che ripeti a macchinetta la Rivoluzione industriale per non rischiare di inoltrarti in cose come Napoleone E Garibaldi e fare casino con le date.
Con un ultima domanda a tradimento sul congresso di Vienna alla quale grazie a Dio o chi per lui ,rispondi decentemente, si congeda dicendo che lo scritto era andato molto bene.
E una era andata.
Subito dopo Storia e italiano ecco Pedagogia e Psicologia..
e qua le cose iniziano a degenerare..
C'è da dire che pedagogia e psicologia le avevo studiate abbastanza bene , sia perchè avevo lo scritto sia perchè in fondo erano le uniche due materie che essendo materie di indirizzo mi preoccupavano di più.
Arrivi uomo di età media occhiali, classico professore, aria abbastanza simpatica, bene.(anche perchè l'altra scelta era una donna e si sa che rapporto abbia io con le donne, figuriamoci se professoresse.)
Guarda la tua carta di identità, e dice:
"ah, quindi vieni dalla valtellina".
all'inizio non capisci, poi ti ricordi che anche se stai da 10 anni a Milano sulla carta di identà alla voce residenza c'è scritto Teglio.
e inizia la spiega che fai sempre "siabitavoinvaltellina
mapoimisonotrasferitaastudiareamilano
conlamiafamigliatrannemiopadrechefailmedicolì"
e lui ti pone la questione che pongono SEMPRE tutti.
"Ma è meglio la valtellina eh"( variante" Ma preferisci Milano o La Valtellina?".)
una costante.
Per dio, io ODIO la valtellina. Non fraintendetemi il paesaggio è stupendo e vivere immersi nella natura è altrettanto stupendo.
Quello che odio sono le persone. per svariati motivi.
Quindi la risposta è stata
"eh, mica tanto "
Ed ecco L'odio ,quello puro, da Omicidio, negli occhi del tuo interlocutore e la risposta sibilata:
"Beh perchè anche io sono valtellinese"
"Ecco" , ho pensato, "adesso sì che sono fottuta."
Tutto sommato l'interrogazione non è andata male, salvo che ad ogni piccolo errore il prof mi minacciava dicendo" Guarda che ti picchio.".
Dopodichè c'è stata una luuuuunga pausa perchè nessun prof era disponibile.
Ma l'ora in cui devi fare conti con la tua ignoranza arriva, sempre, soprattutto se la materia è contabilità.
Arrivi ti siedi e speri con tutto il tuo cuore che ti chieda L'unica cosa che hai studiato(la sera prima), La Cambiale.
E invece ti rendi conto che sta leggendo l'intero programma di contabilità, e quando ti pone la prima domanda capisci che ha intenzione di chiederti TUTTO il programma di contabilità.
Ebbene sì, sei la persona designata ad assorbire tutto lo stress di quest'uomo, dato dall'essere di sabato mattina ad ascoltare per ore e ore le stesse interrogazioni da 50 studenti.
Sei come un giocattolino nelle sue mani e ti rendi per l'ennesima volta conto che non sai, di nuovo, un cazzo.
Parte a macchinetta iniziando a chiederti "Il codice fiscale""l'iva" "La fattura" (e qui ringrazio e-price ed E-bay) "il tasso di interesse e come si calcola" "l'assegno bancario" e altre cose che sinceramente ho rimosso perchè troppo traumatiche, cose di cui ignoravo completamente l'esistenza.
Non so come ho fatto, davvero, ma più o meno ho risposto correttamente alla maggiorparte delle cose .
è stata l'ultima domanda che mi ha fregato, mi ha chiesto se una tal cosa fosse un titolo di credito.
La mia reazione è stata cronologicamente
"cosa cazzo ..."
"se me lo chiede deve essere una domanda trabocchetto quindi non lo è."
E così con falsissima sicurezza ho lanciato con tono di ovvietà un
"cosa? ma certo che no!"
Ed in effetti ci ho azzeccato, peccato che il prof abbia decisamente capito che avevo completamente sparato a caso mezza interrogazione..vedendo il mio sguardo sofferente da "perchè mi deve torturare in questo modo? cosa le ho fatto?", con uno sguardo meno sofferente ma più di pena dice "Si, va beh vai vah."

bene mi sono rotta di scrivere se volete sapere come sono andate le altre materie(lavori creativi ha il finale a sorpresa) attendete il prossimo post .

Dreamed by Xiaoyu | 01:25 | commenti
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giovedì, 25 giugno 2009

Vaneggi Delle 5 del Mattino

A me piace scrivere.
Decisamente si può dire che mi piace.
Questo perchè a parole, quelle fisiche, fatte di suoni e accenti e pause e tutto quello che occorre per produrne una, non sono molto brava.
Seriamente, faccio schifo.
Anche solo per cose più semplici.
A meno che non le abbia studiate.
Allora sì, in quello me la cavo.
Ripeto parola per parola, senza fermarmi, quello che diligentemente mi sono impressa nella testa.
Ed è facile, fin troppo.
Ma le emozioni, mica si studiano.
A scrivere forse me la cavo meglio, ed è per questo che mi piace, perchè perlomeno riesco ad esprimere cose che non sarei capace di riprodurre in altri modi.
Che poi, scrivere è una parola molto grossa.
Facciamo enorme.
Facciamo che se ci fosse una parola più enorme di "enorme", sarebbe quella parola.
Solo che non mi viene in mente, ora.

Che poi, non è che scrivo.
Traduco, ecco.
Traduco quello che penso.
E c'è da dire che io, penso decisamente troppo.
A volte riesco a comporre qualche timida parola, a mettere qualche virgola qua e là, senza troppe pretese.
Alle volte non ci riesco, ci provo, magari ho in mente tutto , accendo il pc, apro il mio Word Pad( Word ci mette troppo.) e mi siedo, convinta di riuscire nel mio intento.
Ed è inutile e palese dire che sono più le volte che cancello tutto e me ne ritorno nel mio angolino a pensare che le volte che realmente metto insieme qualcosa di concreto.
Dunque anche a scrivere, faccio schifo.

A pensare forse, me la cavo.
Ma insomma in quello sono bravi tutti,mica ne posso fare un vanto, no.
Però devo dire che anche a pensare incappo in fallimenti.

Per esempio, sono giorni e giorni che mi faccio una domanda e non ne vengo proprio a capo.
Dopotutto la maggiorparte dei miei pensieri ha come inizio una domanda.
Insomma, pensare è anche un po' mettersi in gioco.
E questo no, non tutti sono in grado di farlo.
Allora, questa domanda?
Adesso arriva, abbiate pazienza.
Vi avverto però che è una di quelle domande davvero banali.
No, ve lo dico perchè così non rimanete delusi, che poi dopo la mia posta elettronica si riempie di mail(ti piacerebbe eh?) che dicono che sono ripetitiva e banale , gente delusa
"ma mi aspettavo qualcosa di più originale!" "quando raccontavi tutti i cazzi tuoi era più interessante!"
Insomma io vi avviso, così tutto questo lo evitiamo.
Voglio dire, non è banalissima, è ricorrente ecco.
E le cose che si ripetono troppo non piacciono a nessuno.
perchè poi diventano banali no?

insomma questa domanda?

Eh si si allora:
L'Amore.

Ma non è una domanda.

é vero avete ragione.
però è banale.

Mi ricordo di una riflessione sul tema, se così la si può chiamare, che scrissi a 16 anni, circa, quando di amore non è che sapessi molto.
Era molto poetica, a tratti vergognosamente smielata, roba da far venire il diabete, ma insomma io ne ero molto soddisfatta.
Ironicamente ora mi ritrovo qui , davanti allo stesso schermo,a discorrere sul medesimo argomento.
Solo che ho 20 anni, ma di amore non so nulla lo stesso.
E come non sai nulla dell'amore?
Alla tua età, insomma, non è che non sai nulla dell'amore è che non hai capito proprio niente della vita.

Ma poi dico io, come si fa a capirci davvero qualcosa, della vita?
Seriamente, come si fa a capire  qualcosa nella quale ci sei dentro fino al collo?
Mica la vedi, ti circonda, ti giri a destra e ne scorgi un pezzo, magari poi ti viene voglia di girarti a sinistra e ne catturi un altro, poi ti guardi indietro e vedi qualcosa di più.
Poi, guardi davanti a te e ti trovi davanti un muro enorme,una mole di vita che ti sovrasta e non capisci più dove è meglio guardare.
Come si fa a capirci davvero qualcosa, quando non sai neanche da che parte girarti per vederla meglio?

L'unica cosa che mi ricordo di quella riflessione, in modo chiaro e conciso, è un concetto.
Molto semplice a dire il vero.
Banale se vogliamo dirla tutta.
Che l'amore non è una catena.

Il fatto che io abbia scoperto l'acqua calda a 16 anni è, ovviamente, trascurabile.

Prima ho detto che di amore non so nulla.
Non che abbia cambiato repentinamente idea, non sia mai, sono presuntuosa sì, ma non mi sogno di arrivare a questi livelli.
Il fatto è che ho questa mia personale, visione( e , leggete bene, è visione e non "idea")dell'amore che fin troppo spesso cozza con quella degli altri.
No beh, diciamo che si lancia in modo violento sulla visione altrui, come in un incidente d'auto, no che dico, di aereo.
No, a pensarci bene, come l'apocalisse.
Spesso però ha la peggio, c'è da dire.
Spesso finisce che sono io che sono la mietitrice e gli altri le povere vittime innocenti violate nella loro intimità dai miei modi troppo schietti e aggressivi.
Oddio quello che non mi fa dormire la notte è che io non penso che la mia visione dell'amore sia così " Distante" da quella degli altri.
Penso che sia come in quelle discussioni dove uno dice una cosa ,l'altro ne sostiene un'altra, si litiga e poi si fa pace dicendosi ridendo e un po' stupiti
"Ma vedi, stavamo dicendo la stessa cosa!".
e tutti vissero felici e compresi nel loro essere.
Coccole coccole.
Nel mio caso uno dice una cosa, l'altro ne dice dice un'altra, si litiga e poi finisce che ognuno rimane della propria idea e ci si coccola con frasi come
"tu non capisci un cazzo." " ma come puoi dire questo." "ma vedi, non capisci" "basta me ne vado."
No, non te ne andare, spiegami quello che non capisci, perchè ,alle volte, non mi capisco neanche io.
Inutile.

Il fatto è che sì, l'amore non è una catena e siamo tutti molto d'accordo su questo.
Il punto sta che non è anche "tutte" le altre cose.
Spesso con l'amore subentrano altre cose come la gelosia, la fiducia,l'attrazione, l'altruismo e a volte paradossalmente l'egoismo..ecc ecc..
Insomma si fa un po' di confusione.
L'Amore è Amore punto e basta.
e si beh in pratica non hai detto niente.
D'accordo è vero, però è così.
Prima di tutto, mia personale e intaccabile convinzione, è che non si possa amare davvero una persona se prima non si sta bene con se stessi.
Perchè se no diventa tutto un aggrapparsi all'altrui amore, senza mai arrivare da nessunissima parte.
Un girare in tondo, ripetendo sempre la stessa filastrocca, a memoria, perchè quella è e quella deve essere.
Il desiderio di essere amati è una delle cose più distanti che ci siano dall'amare.
Così come la voglia di amare qualcuno.
L'amore , quello tragico e romantico dei romanzi, delle poesie è un amore egoistico, presuntuoso e arrogante.
Voglio dire, non è che con l'Amore non ci si ritrovi ad essere egoisti presuntuosi e arroganti, anzi.
Ma non è solo quello.
Non può essere solo quello.
Perchè non si può pretendere di vivere per una persona.
Perchè gli esseri umani con le loro emozioni sono una delle cose più fragili al mondo.
Perchè, potrà sembrare cinico, ma uno deve imparare a cavarsela da solo.
Perchè L'amore è appoggiarsi all'altro sì, ma se non si ha la forza neanche di sostenere il proprio peso  alla fine si finisce per crollare uno sull'altro.
E in quel caso ci si fa male, troppo male.
L'amore non è parole complicate, situazioni complicate , pensieri complicati.
L'amore è molto, molto semplice, è l'essere umano che è complicato.
Perchè sì, l'amore va dimostrato.
Ma come si può realmente dimostrare qualcosa che non è nulla ed è tutto contemporaneamente?
E qui subentrano la fiducia contrapposta ad una gelosia morbosa, L'altruismo contrapposto ad un egoismo esasperante..e tutto il resto.
Dunque l'Amore è un controsenso.
No, è L'uomo che è un controsenso continuo, e su questo non ci si può fare molto.
Dunque, L'amore è L' essere umano?
Nì, nel senso che io sinceramente non lo so.
L'amore ha tanti punti di vista?
No.
é l'uomo che lo guarda in maniera diversa a seconda delle situazioni.
L'errore appare quando ci si ostina a guardarlo sempre nello stesso modo, e qui si incappa in clichè, in colesterolo troppo alto e in scenate di gelosia.
Non sono parole dolci, non sono pianti di ore al telefono, non sono azioni epiche.
L'amore è ironicamente, concreto, fatto di vita quotidiana, di problemi della vita, di situazioni banali,noiose.

E ti accorgi di Amare davvero una persona non quando vuoi proteggerla con tutte le tue forze,non quando vorresti che fosse solo tua.
Ti accorgi di Amare davvero una persona quando non puoi farci niente.
Non puoi fare nient'altro che accettarla.
Così com'è.
E non è che non puoi.
è che non vuoi, perchè ,in fondo, ti va bene così .
E riesci ad amarla così come è, riesci a far crollare tutte le tue difese, ad essere vulnerabile,perchè se non fosse così non sarebbe la stessa cosa.
Come ho detto prima , Punto e Basta.

Il che è molto più facile a dirsi che a farsi.
Soprattutto perchè ci si tormenta sul quanto le persone siano "giuste" per il nostro essere quando in realtà sono quelle "sbagliate" alla fine ad essere molto, molto più importanti.

Insomma alla fine una cosa è venuta fuori,
Che io, a 20 anni, non so un cazzo.

Dreamed by Xiaoyu | 04:44 | commenti (1)
--- riflessioni, vaneggi ---

Oceano Mare

"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada. E tu la tua.
E non sono la stessa strada.
Così...
Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo...salvarmi ecco: Salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni,essere giusti.
No.
Sono i desideri che salvano.
Sono l'unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai.
Però troppo tardi l'ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non se ne esce.
Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo.
Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare."



"Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso , e basta.
Si è anche felici, di cose del genere.
Felici.
E potrebbe non finire mai.
Poi , un giorno, succede che si rompe qualcosa,nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu.
Tac.
Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello."

[cit]

Dreamed by Xiaoyu | 02:19 | commenti
--- citazioni ---

martedì, 02 giugno 2009

Sbagliato.

L'idea dell'essere sbagliati non si manifesta per caso, non è che una mattina ci si alza e ci si guarda allo specchio pensando"Oh ma guarda! Sono sbagliato, non me n'ero mai accorto prima! gli occhi sono fuori posto e i capelli dovrebbero essere più folti e i miei pensieri non dovrebbero essere quelli che sono."
L'idea, o più semplicemente la sensazione dell' essere sbagliato, nasce alimentata e spronata da quello che percepiamo essere non in noi, ma negli altri, è letteralmente nutrita da quello che le altre persone vedono in noi.
Quando queste due immagini (l'"io" personale e il "tu" degli altri) si scontrano e non si rivelano essere simili, scatta il processo.
Nasce quando l'idea che abbiamo di noi ci soddisfa ("ho i miei difetti, ma in fondo non sono terribili, posso andare avanti così")ma si scontra con l'idea comune.
Molto spesso non sono i fallimenti delle nostre azioni e del nostro impegno, per esempio quelli scolastici o lavorativi.
Quelli ci fanno solo sentire falliti, il che è un altro paio di maniche.
Quello che ci fa sentire o percepire di essere sbagliati sono i rifiuti (spesso amorosi) o le critiche o i consigli per "migliorare" o "aiutare"il proprio essere, quando non sono affatto richiesti.
Le persone molto spesso non vogliono essere capite, vogliono essere accettate.
Voglio dire, tutte le persone prima o poi fanno i conti con se stessi, prima o poi tutti si autoanalizzano e si rendono conto di quello che "non va" , che non è affatto quello che pensano gli altri, ma è semplicemente quello che noi pensiamo del nostro essere, e allora magari ci rivolgiamo alle altre persone per qualche consiglio..
In caso contrario sono gli altri che ci dicono cosa non va di noi, senza essere interpellati.
E non è colpa di nessuno, ne' degli altri ne' di noi, sono cose che succedono nella vita.
A livello personale, non mi sono mai ritenuta sbagliata.
Il mio carattere è sempre stato particolare, ma di questo me ne sono resa conto da sola, senza l'intervento altrui.
Ma non ho mai considerato un difetto, semplicemente sono così.
E' quando le persone, o la maggiorparte delle persone, che ti stanno intorno iniziano ad elencarti in modo abbastanza continuativo quello che loro vedono di te che si insinua il dubbio del "ma vado davvero bene così?".
Ogni tanto bisogna ammettere che tutto questo è a fin di bene, sotto forma di consigli , ma il risultato è comunque l'opposto.
Sono soprattutto le parole, e i verbi a farci sentire in questo modo, non il concetto in se.
"Dovresti, non sei ,perchè non fai..sei troppo, sei troppo poco."
Già dovresti, ma non lo fai e il non farlo significa che non sei come "dovresti essere" detto ciò semplicemente è colpa tua se sei così e se sei sbagliato.
Ma il dovresti essere non è semplicemente essere come le persone vogliono che tu sia?
e, questo è davvero giusto?
Perchè non importa quanto una persona si possa sforzare ad essere quello che gli altri vorrebbero vedere o ti consigliano di essere, ci sarà sempre qualcosa che "non va", ci sarà sempre qualcosa che dovresti essere, ma che non sei.
Per il semplice fatto, che non si può essere mille persone e nel contempo stesso essere ciò che sei.
Questa è una cosa che mi accade spesso, poichè capita sovente che le persone mi sbattano letteralmente in faccia che dovrei essere "tutto" quello che non sono.
è il fatto che siano le persone a te vicine che ti dicono quello che non sei a farti sentire sbagliato, non è perchè tu pensi di essere sbagliato, è che per forza di cose ti senti quasi costretto a pensarlo.
E non diciamoci balle, il "me ne frego di quello che dice la gente" non funziona in tutte le situazioni, soprattutto la "gente" in questione è gente a cui emotivamente tieni.
Tutte le persone si vogliono distaccare dalla banalità dell'essere.
Si aucelebrano dicendo "io sono diverso", quando poi trovano una persona davvero diversa la definiscono nei casi più fortunati, strana o folle.
Io sono folle , e non ho nessun problema ad ammetterlo, ma chi sono davvero le persone folli e strane?
Sono quelle che ragionano in modo diverso che hanno concezioni dell'essere e del mondo fuori dagli schemi si potrebbe dire.
Ma poi, quali sono realmente gli schemi entro i quali uno dovrebbe pensare?
Il pensiero è astratto, può andare in tutte le direzioni.
è davvero difficile "inscatolarlo" dentro qualche schema.
essere strani non è solo una questione di ragionamenti, per me essere strani folli e quant'altro "non negli schemi" è quasi come una filosofia.
La società ha già provveduto a crearci come esseri parzialmente sociali.
Ci ha dato una via da seguire, spesso però le persone intendono questi "indizi" come legge.
Bisogna fare questo, non quello.
In questo caso sarebbe più opportuno pensare questo.
Lo strano semplicemente interpreta, secondo il suo carattere queste direttive.
Per il semplice fatto che le persone strane, sono il ritratto di quello che le persone medie sarebbero, ma hanno paura o non vogliono essere. Quando una persona ha un pensiero fuori dal comune o pensa che non si deve pensare quella cosa ,che è troppo astratta o troppo bizzarra o semplicemente è un pensiero inutile.
I folli sono quelli che hanno miriadi di pensieri inutili , inutili per le persone perchè pensano che non serva a nulla o che siano cose ovvie sulle quali è superfluo porre assurde questioni o teorie
Però mentre le persone comuni bloccano questi pensieri, i folli li vedono come scappatoia dalla monotonia e banalità della vita.
Eppure mentre le persone che rifiutano la stranezza del loro essere mandano avanti il mondo, i folli hanno le potenzialità per cambiarlo.
Molto spesso però rimangono semplicemente delle persone ritenute strane.
Ma alla fine, tutte le persone sono strane e quindi non lo è nessuno, la differenza sta nell'accettarlo o no.
Ho sempre avuto un approccio alla vita un po' troppo strambo per gli altri.
I problemi che mi pongo spesso solo semplicemente perchè le altre persone pretendono che io sia diversa da come sono.
Tutti in qualche modo o in qualche periodo della mia vita mi hanno letteralmente urlato "cambia", e quando mi dicevano "sei cambiata", io non me lo sentivo affatto.
Questa è la tragedia della mia vita, cambio agli occhi degli altri, costantemente sono qualcosa al posto di un'altra o non lo sono più mentre ai miei, di occhi, resto sempre la stessa persona, con gli stessi difetti e difetti.
Cambio a seconda di come gli altri iniziano a vedermi, a secondo quello che loro accettano di me e quello che non accettano.
Qui nasce il problema della non accettazione.
Non mi accetto io per prima perchè è come se ogni persona mi desse consigli su come essere e segretamente mi facesse intendere "così come sei non ce la farai mai.".
Così se prima non mi facevo problemi per il futuro(sono una di quelle persone che in generale per le cose non si è mai fatta particolari problemi "in qualche modo me la caverò" e in qualche modo, alla fine, me la sono sempre cavata) ora mi ritrovo a pensare di non passare il test di medicina e di essere sbagliata nei miei ragionamenti.
In realtà mi rendo perfettamente conto che nessun ragionamento è sbagliato, i ragionamenti delle persone si strutturano sul modo di ricevere informazioni e su come esse vengono interpretate.
C'è sempre un'altra faccia della verità, mai una assoluta.
Il problema quindi non è essere sbagliati, poichè alla fine lo saremo tutti in un frangente o un altro.
Non è non essere normale, perchè la normalità è una cosa che in fondo non esiste.
Il problema è il sentirsi sbagliati, non l'esserlo.
Perchè se una persona si accetta per quello che è e si sentirà accettata dagli altri, non si sentirà mai sbagliata.
Magari si renderà conto da sola di essere un po' troppo di quello e un po' troppo poco di quell'altro.
Oppure si sentirà un po' bizzarra, ma questo non lo vedrà mai in modo troppo negativo.

Dreamed by Xiaoyu | 01:23 | commenti (9)
--- riflessioni ---

martedì, 19 maggio 2009

E' una questione...di Capelli.

Oggi voglio parlarvi di Loro.
Quella categoria di individui contro i quali nessuno, e ripeto nessuno, può nulla.
Loro vi conoscono al pari delle vostre "amiche del cesso"(parlerò poi anche di loro, prima o poi.quando mi sentirò pronta.) e ciò che non sanno di voi,lo possono scoprire.
Possono carpire tutti i vostri più sporchi segreti con una facilità che vi lascia spaesati.
Che vi fanno pensare, sconvolti:
"come ho potuto dire una cosa tanto privata ad uno sconosciuto come questo?!" .
Ma allora, sarà già troppo tardi.

Loro sono i Parrucchieri. Con la "P" maiuscola.

I capelli si sa per una persona sono importanti e per una donna sono fondamentali.
Che siano corti, lunghi,ricci o lisci il modo di portarli ci caratterizza.
Ci saranno persone che potranno dirvi con noncuranza:
"Sinceramente non bado molto ai miei capelli, dal parrucchiere non ci vado quasi mai infatti."
Beh, sono solo degli sporchi bugiardi.
Non è l'anticonformismo, il rifiutarsi del dover apparire a tutti i costi o semplicemente il poco interesse nelle proprie estensioni di cheratina.
E' La paura.
E' Puro terrore.
Perchè al solo ricordo dell'ultima volta che sono stati seduti su quella sedia, hanno sentito il suono metallico e poco rassicurante delle forbici  e hanno visto il "Dopo", tremano e hanno il groppo in gola.

Tutti hanno un'idea di come vorrebbero essere, apparire e mostrarsi agli altri.
Quell'idea si basa anche sulla pettinatura che le persone vogliono avere.
Quello che vogliono dire al mondo e a se stessi, si riflette nei loro capelli.
Lo vediamo tutti i giorni, le signore distinte con i capelli ordinati, i giovani con capelli strambi e colorati.
Ognuno vuole dire o gridare qualcosa.
Poi cosa, lo sanno solo loro.
Comunque.
Ci sono diversi tipi di parrucchieri, si potrebbe anche dire che ne esiste uno quasi per ogni persona esistente su questo triste e ignaro mondo.
Ve ne elncherò gli stereotipi più comuni.

Per prima cosa abbiamo il più temibile e peggiore che possiate mai incontrare nel vostro cammino verso il lavandino per gli shampoo.

il "no, perchè non mi piace."
A questo tipo di parrucchiera non piacerà qualunque cosa voi vogliate fare ai vostri capelli, e vi assicuro che non c'è modo di scappare.
Soprattutto se vi vede giovane e inesperta  parte all'attacco fin da subito.
Vi alzate dalla poltroncina titubante e Lei( o lui) con voce melliflua vi chiede:
"beh hai già idee su cosa vorresti fare?"
con una mano vi fa segno di seguirla, vi accompagna verso l'oscuro antro del reparto "Lavandino per lo shampoo" e vi guarda con un occhiata interrogativa, ma che vi infonde sicurezza, perchè pensate che sappia fare il suo lavoro.
Non fidatevi, fa tutto parte del suo malefico piano.
Voi timidamente dite:
"Bhe vorrei solo aggiustarli un po,spuntarli ..cose così.'"
Lei annuisce, facendo finta di avervi ascoltato e vi fa segno di sedervi.
Voi spinte da un coraggio che non si sa da dove spunta vi lanciate con un:
"Magari anche scalarli un pochino".
Ed è qui che inizia la messa in atto del suo malefico piano per sfogare le proprie tendenze artistiche tenute sopite a causa delle decine di signore anziane che si fanno sempre la stessa capigliatura sobria ogni settimana.
Voi chinate la testa all'indietro e qui arriva la parte fondamentale:
Il massaggio alla testa con lo shampoo.
Che vi rilassa... vi rilassa e toglie tutto lo stress accumulato durante la giornata.
Qui solitamente partono le domande più o meno indiscrete sulla vostra persona.
Solitamente partono con
"Quanti anni hai?"
Qui si diramano due strade.
Se avete dai 14 ai 24 anni, vi dirà sicuramente che sembrate più grande, almeno 2 anni o qualcosa del genere.
Se avete dai 24 a Infiti anni allora sembrerete delle bambine a confronto. Solitamente gli anni sono 3.
Il problema è che, in entrambi i casi, non sempre questo fa piacere. Ma loro non l'hanno ancora capito.
In ogni caso, proseguendo arriverà la domanda dello "Studi?""Lavori?" seguita da altri quesiti più o meno personali sulla vostra vita.
Tutto ciò per farvi sentire a vostro agio e farvi cadere nella trappola, anche se solitamente la fase "domande a raffica" è una routine di tutti i parrucchieri.
Dopo la fase massaggioconlshampoo come detto prima, sarete rilassati e soprattutto a vostro agio.
E quando si è a proprio agio si sa' si acquista un po' più di autostima e sicurezza in se stessi.
Vi sedete davanti allo specchio e mentre la parrucchiera prepara i suoi strumenti di morte, sfogliate alcune riviste di pettinature che sono poste davanti a voi.
Giusto per curiosità, d'altronde siete venuti lì solo per una sputatina o una coraggiosa scalatura, niente cambi radicali dunque.
"Avevi pensato quindi ad una pettinatura particolare? hai già in mente qualcosa?".
Una voce alle vostre spalle vi coglie alla sprovvista.
La parrucchiera è lì e vi guarda con la stessa aria interrogativa della prima volta che vi ha fatto quella domanda.
Voi siete un po' straniti perchè, vagamente, vi ricordavate di aver già esplicato il vostro intento, ma siete un po' intontiti e quell'asciugamano che avete sulla testa a mo' di turbante vi fa sentire un po'..così.
Di certo non potete sapere che in realtà quella domanda vi è già stata posta ma che la risposta è stata deliberatamente ignorata.
A quel punto l'occhio vi cade su una pettinatura carina,senza pretese ma che potrebbe anche fare al caso vostro con qualche piccolo cambiamento.
Complice il massaggio e il senso di rilassamento sempre un po' titubanti vi lanciate:
" Magari, stavo pensando a qualcosa del genere..non così accentuato ma comunque come taglio non è male, anche come è acconciata la frangia.."
Ed è qui.
A queste parole inizia il processo.
Al vostro senso di indecisione ma con quella voglia di cambiamento che , in fondo, tutti hanno quando vanno da un parrucchiere, egli si aggrappa.
Letterlamente, cercando di sfruttarlo più di quanto voi crediate.
Inzia con un innocuo
"Mah, sei sicura?"
Voi siete spaesati, siete davvero sicuri?.
Riguardate la capigliatura e in quell'istante la parrucchiera aggiunge :
"A me, non piace molto."
Con quel tono professionale, di chi i capelli li taglia di mestiere.
Lei sa, lei sa tutti di voi sa quanti anni avete, sa cosa studiate, sa che lavoro volete fare, sa se avete un fidanzato, sa come si chiama il vostro criceto ma, soprattutto, Lei Sa qual'è la capigliatura giusta per voi.
E quella non le piace.
Ed è qui, che inizia la discesa verso la disfatta delle vostre idee e soprattutto, dei vostri capelli.
Tutti i tentativi di resistenza saranno letteralmente abbattuti dalla stessa identica frase posta in diverse varianti:
C'è quella dell'amica sincera.
"Ma no, a me non piace poi tanto, sinceramente."
C'è quella decisa e intransigente.
"No no non mi piace, per niente."
C'è quella che vi insinua il dubbio dell'errore.
"Ma sei proprio sicura?cioè fossi in te..non so proverei qualcosaltro"
C'è quella che fa leva sulle vostre caratteristiche fisiche.
"Ma per come è fatto il tuo viso non va bene":

A questo punto non sapete più che fare, insistere è inutile e vi fa sentire leggermente minacciate da quel:
"Mah se ne sei propio sicura".
e allora, rinunciate e pronunciate le fatidiche parole che vi porteranno verso la rovina.
"beh ma, tu, che mi consigli?"
E qui potrete notare gli occhi di quella creatura che vi sta dietro le spalle, illuminarsi.
Inizierà freneticamente a sfogliare la rivista in cerca della capigliatura prescelta da lei all'inizio del vostro colloquio.
Era già stato tutto programmato, ma voi ne eravate all'oscuro.
Vi abbindolerà con frasi come "Dai buttati, è così carino!!"
E voi un po' perchè vi sentite intimoriti, un po' perchè avete perso le forze per combattere vi arrenderete.
Finita la tortura vedendo il volto della parrucchiera così soddisfatto non ve la sentite proprio di fare una sfuriata, pensando che in fondo, non è così grave.
Uscirete dal parrucchiere con in testa il contrario di quel che avevate pensato e vi precipiterete a casa per tentare di rimediare al danno, inutilmente.

Se non incontrerete parrucchieri di questo tipo, e ve lo auguro, ne troverete altri, meno letali ma che comunque fanno danni.

Abbiamo quello a cui chiedete una piccola spuntatina, indicando circa 4 millimetri fra il pollice e l'indice aggiungendo un supplicante "non di più" che verrà spuduratamente ignorato.
Vi ritroverete i capelli tranciati.
E dato che ormai il danno e fatto e nessuno vi restituirà i vostri 10 cm di capelli persi ve ne tornerete a casa , un po' depressi perchè per far crescere i capelli a quel modo ci avete messo tanto.
Ma vi consolate, perchè "Tanto ricrescono".

Entrate nel salone con un'idea ben precisa, siete decisi e neanche un parrucchiere "No, questo non mi piace" può fermare la vostra determinazione.
Ci avete messo molto a scegliere, finchè su un giornale avete trovato la capigliatura per voi.
Strappata la pagina la portate trionfante dal vostro parrucchiere chiedendo esattamente quel taglio.
Ve ne ritroverete un altro, simile ma nel contempo totalmente diverso.
Penserete "massì sarà la piega."
Vi renderete conto, una volta a casa, che la piega non c'entra nulla.


SItuazione simile a quella precedente, siete nel bel mezzo dell'atto, vedete il parrucchiere esitare.
Lo guarderete ed egli vi guarderà dicendo:"bhe ma che ne dici invece di fare così, faccio così e così , *scusa inutile per giustificare il cambiamento*"
Molto simile al "no, questo non mi piace" ha però una modalità diversa di agire.
Ovvero quando voi siete indifesi sotto le sue forbici e non potete replicare poichè avendo i capelli metà in un modo e metà in un altro non avete la benchè minima idea di cosa verrà fuori.
Acconsentite fiduciosi.
Vi renderete conto di aver malriposto la vostra fiducia.

Oltre a questi ce ne sono mille altri, ma che seguono sempre più o meno queste modalità.
Della colorazione dei capelli, mi rifiuto di parlare, è un argomento troppo doloroso.

In ogni caso potreste anche incontrare dei parrucchiere competenti che fanno esattamente ciò che gli chiedete di fare.
No vi sto prendendo in giro, non esistono.

Dreamed by Xiaoyu | 03:06 | commenti (3)
--- ---

mercoledì, 13 maggio 2009

Test Psicologici

Qui www.altamira.it/html/test_psico/test.asp
Potete trovare un piccolo test psicologico.
In realtà le risposte fra cui scegliere sono solo 2 , quindi potrebbe sembrare non molto attendibile.
Per quanto mi riguarda per essere un test in molte cose sul mio conto ci ha azzeccato ma può benissimo essere un caso.

Tipo IST

Introverso Sensazione Pensiero Sentimento Intuizione Percettiva
Questo tipo introverso è indipendente e molto pragmatico. Sa essere estremamente obiettivo e distaccato. Ha un reale talento nell’osservare le cose. La sua osservazione è per così dire spontanea. Le cose si imprimono da sole nella sua mente, senza particolari sforzi da parte sua. Riesce ad essere consapevole di un gran numero di dettagli. Pur dando spesso l’impressione di essere distaccato e riservato, è in realtà estremamente presente. È una persona che vive nella concretezza del qui e adesso. Dispone di buone capacità logiche e analitiche che lo aiutano ad organizzare efficacemente i dati che percepisce. Riesce a dare un ordine logico a informazioni disorganizzate. Questa capacità costituisce una base solida e sicura per risolvere numerosi problemi. È molto dotato nel capire come funzionano macchine, meccanismi e apparecchi di vario genere. È abile nei lavori di precisione. È paziente e non si spaventa di fronte alla routine. È generalmente una persona calma e poco emotiva. È portato all’azione ed è inoltre attratto da attività che presentano una certa dose di rischio. Se è uno sportivo (e spesso lo è) può praticare sport estremi o pericolosi. Può essere un amante della velocità e dell’adrenalina! Ama divertirsi ma è poco interessato alla vita sociale. In situazioni di gruppo può sembrare timido anche se spesso non si tratta di timidezza ma di riservatezza. Preferisce la vita all’aperto, il contatto con la natura e la compagnia di poche persone familiari. Si apre e si confida difficilmente e con poche persone. La sua funzione inferiore è l’intuizione. Si sente pertanto infastidito e a disagio quando gli parlano di potenzialità o di possibilità future che tentano di distoglierlo dalla realtà concreta nella quale si trova. Pur essendo curioso, è generalmente diffidente nei confronti di iniziative nuove e non sperimentate. Non ama le idee fantasiose che mostrano scarso realismo. Tende a essere un conservatore. Con le persone è diretto, onesto e pragmatico. Non ama manipolare gli altri e non è particolarmente interessato a dirigerli. Apprezza che la sua spiccata indipendenza venga rispettata. Da un punto di vista lavorativo, è portato svolgere compiti nei quali possa essere a contatto la realtà concreta, oppure con dati e fatti che possa organizzare. Ha delle buone capacità di adattamento. Le soluzioni che propone sono generalmente molto valide dal punto di vista del pragmatismo e del realismo. Più che uno stratega è un buon tattico.

e voi vi siete ritrovati almeno un po' nel vostro risultato?cosa ne pensate di questi fantomatici test ? :0

Dreamed by Xiaoyu | 20:52 | commenti
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My Lyrics

Out the door
Just in time
Head down the 405
Gotta meet the new boss by 8 am
The phone rings in the car
The wife is workin hard
She runnin late tonight again
Well I know what I’ve been told
U gotta work to feed the soul
But I can’t do this all on my own
No I know
I’m no superman
I’m no superman
And you've got your love online
U think you're doin fine
But you’re just plugged into the wall
And that deck of tarot cards
Won’t get u very far
There ain't no hand to break your fall
Well I know what I've been told
U gotta know just when to fold,
But I can’t do this all on my own
No I know
I’m no superman
I’m no superman
You’ve crossed the finish line
Won the race but lost your mind
Was it worth it after all?
I need u here with me
Cause love is all we need,
Just take a hold of the hand that breaks the fall
Well I know what I’ve been told
Gotta break free to break the mold
But I can’t do this all on my own
No I can’t do this all on my own
No I know
That I'm no
Superman
I’m no superman
I’m no superman
(Some day well be together)
I’m no superman
(Some day)
(Someday well be together)
(Someday)
I’m no superman

About X I A O

"Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte. Io non so, a me la vita sembrava già così difficile, sembrava già un'impresa viverla e basta. Ma tu, tu sembra che devi vincerla, la vita, come se fosse una sfida. Sembra che devi stravincerla, una cosa del genere. Una roba strana."

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