martedì, 24 novembre 2009

C'è una canzone che dice
"I guess it’s half timin’, and the other half’s luck,"
è una canzone che parla d'amore dunque non c'entra molto con l'argomento ma è il concetto che mi interessa.
Alla fine penso che la vita si basi su poche e semplici regole,alcune le facciamo noi e altre no.
Penso che tolta la casualità,il tempismo,la fortuna e la sfortuna..il resto dipenda da noi e dal modo in cui decidiamo di affrontare le cose.
Certa gente dice che tutti sono venuti al mondo per un motivo, uno scopo..e sta a noi scoprirlo.
Credo che il volersi sentire speciali a tutti i costi sia solo una grande dimostrazione dell' insicurezza intrinseca del genere umano.
Non credo ci sia molto da scoprire..penso invece che ci sia tanto da costruire da capire e tutto da imparare.
Voglio dire non ho mai creduto nel destino e mai lo farò in vita mia.
La trovo una cosa stupida ed ingenua, come se tutto quello che ci capita di brutto/bello fosse dovuto a qualcosa "al di sopra".
Voglio dire il destino e la casualità stanno diventanto una sottospecie di "scaricabarile" universale per i nostri insuccessi.
Se non diamo la colpa al destino sicuramente saranno stati gli "altri" che sono brutti cattivi e antipatici.
Ogni tanto ci dimentichiamo che alla fine siamo tutti sulla stessa barca e che fra "gli altri" ci siamo quasi sempre anche noi,.
non fraintendetemi, penso che l'autostima sia una cosa fondamentale per andare avanti nella vita ma penso che ogni tanto bisognerebbe imparare a guardarci allo specchio per quello che siamo realmente e per quello che vogliamo realmente non solo per quello che vogliamo vedere.
Si, come ho detto prima nella vita ci sono delle cose che non si possono controllare.
Le cose accadono.Non è mai stata una grande novità.
Il punto è che la cosa inizia a dipendere da noi nello stesso momento in cui questa ci capita.
Sarò cinica e antipatica ma trovo che nella vita bisogni imparare a cavarsela da soli.
Penso che sia una necessità un qualcosa direttamente legato alla nostra felicità personale.
Non si può decidere di essere felici, non si può decidere di essere infelici.
Perlomeno non volontariamente.
Si può decidere come reagire a quello che ci capita.
L'importanza dei nostri problemi è direttamente proporzionale a quanto ce la facciamo pesare.
Le persone che non sanno salvarsi da sole non vivono.Sopravvivono a discapito degli altri, nelle vite degli altri.
La nostra vita probabilmente non sarà mai nostra del tutto per tante cose,ma viverla sarà sempre una decisione che spetta solo a noi.
Non si può scegliere la propria famiglia,il proprio aspetto,la nostra natura umana e probabilmente a volte neanche chi essere o cosa provare.
Ma possiamo scegliere come affrontare tutto questo,possiamo scegliere cosa vogliamo da tutto questo.
Ogni scelta comporta delle conseguenze e alla fine suppongo che non esistano davvero scelte giuste e scelte sbagliate.
Probabilmente le scelte rimangono solo scelte e le conseguenze semplicemente le interpretiamo come buone o cattive.
Ma alla fine è tutto qui.
Non c'è una strada già spianata davanti a noi, dobbiamo costruircela.
E non è una cosa facile,ma è necessario iniziare da qualche parte.

"E’ necessario che io sia coerente con me stesso
per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover tornare indietro...



non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante... "

Però è anche vero che spesso venga molto più semplice sdrairsi sui propri problemi e rotolarcisi dentro ancora e ancora e ancora
Perchè dal momento in cui decidiamo di reagire a una cosa spesso ci ritroviamo a dover lavorare molto su noi stessi.
Voglio dire è inutile, detta in modo grezzo,ogni tanto i coglioni dobbiamo imparare a tirarli fuori :
Chi non risica non è che non rosica, non vive proprio.

Dreamed by Xiaoyu | 19:46 | commenti (7)
--- citazioni, riflessioni, vaneggi ---

martedì, 20 ottobre 2009

Dubbi alle 4 e 38 del mattino.

Devo avere un problema,ma di quelli seri.
Non sono una cima nei rapporti interpersonali ma sono una buona osservatrice.
Di recente dato che non sto dormendo affatto, passo il tempo a riflettere su quello che osservo.
Oddio sarò banale ma..Facebook?
Parliamone.
E no, non ho voglia di parlare del fatto che è stato concepito per il solo scopo di farsi i cazzi degli altri.
Perchè alla fine è l'occupazione preferita di tutti, per il semplice motivo che se noi ce la passiamo male e vediamo che quella vacca antipatica è stata taggata in una foto in cui sembra avere 10 chili in più alla fine, questo ,ci fa sentire meglio.
La maggior parte delle persone sa essere veramente felice solo se sa che qualcuno se la passa peggio.
Non "Tanto" peggio, ma quel poco che basta per far si che la nostra giornata si risollevi.
Persone orribili eh.
Oppure semplicemente, persone.
Ma insomma no, non voglio parlare di queste cose che tutti quanti hanno già affrontato, perchè si sa a "criticare" un social network ci si sente sempre un po' sociologi esperti in "comportamenti di massa".
Come se fosse una novità che le persone sono tutte uguali.
Però no, noi stessi siamo diversi.
Certo.
Ma non mi dilungherò neppure su questo discorso, oggi ho avuto una discussione interessante sull'agomento durante l'ora di psicologia, ma devo finire di radunare le mie idee per mettere su
un discorso completo e che abbia quantomeno un senso,seppur molto vago.
Quindi per l'ennesimo discorso sulla natura umana/normalità/diversità dovrete aspettare un altro pochino.
Torniamo al punto.
Una vetrina.
Sisi facebook è un'enorme vetrina di varie cose e cosa peggiore sta diventando la più grande vetrina dell'unica cosa che, in una vetrina, non ci dovrebbe mai finire.
Non faccio che vedere gente che ama palesare i propri sentimenti e stati d'animo in modo così dettagliato che ..non so.
Oddio io apprezzo le persone che sanno descrivere qualcosa come i sentimenti, ma non quando questo diventa la stregua di uno spot pubblicitario,fatto di gruppi da mille persone e frasi con mille commenti.

C'era una citazione che ho ripescato che descrive in due righe quello che io avevo intenzione di dire in mille, quindi lascerò il lavoro sporco a lei.


Personalmente diffido dalle persone che sanno e usano parole troppo esatte e precise per descrivere i propri sentimenti.
Però ora notando che tutti lo fanno mi sta venendo un atroce dubbio.
Sarò io ad avere l'emotività di un bradipo?(si, il bradipo lo uso spesso per fare esempi, evviva i bradipi.)
Perchè a questo punto devo per forza essere io.
Perchè a quanto pare prendere i propri sentimenti (qualunque tipo di sentimenti,non fraintendetemi)e riversarli tutti in una frase e mostrarli orgogliosi al mondo è una delle cose più facili del mondo.
Assolutamente devo avere io qualche lack emotivo.
Impossibile che sia sempre e solo un voler mostrare agli altri qualcosa , perchè si è innamorati di un'idea che si è incapaci di vivere davvero. (e soprattutto per conto proprio)
è tutto reale puro e privo di finzione e autocelebrazione.
No.
no.
no.
Devo essere io ad avere qualche problema....



"Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori..."

...Vero?

Dreamed by Xiaoyu | 03:45 | commenti (5)
--- citazioni, riflessioni, vaneggi, egocentrismo ---

sabato, 19 settembre 2009

.

Si impara a resistere perché a non resistere
si mette il mondo nelle loro mani
e loro sono meno di
zero.

resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni
e meno sono le chance
più dolce è la
vittoria.

si dice che si deve lottare per la propria
libertà.
questo lo so.
solo che non ho lottato contro i giapponesi, gli italiani, i tedeschi
né i russi
per la mia libertà.
ho lottato contro gli americani: i genitori, i cortili di scuola,
i capi, le donne di strada, gli amici, il sistema stesso.

non c’è fine, è ovvio, alla lotta.
nuove avversità arrivano come un treno in orario.
forse non sarà più il mattino del doposbronza né
la catena di montaggio in fabbrica
ma la perfidia, l’inganno e la falsa speranza li
sostituiscono.
credo che siamo sotto esame anche mentre
dormiamo, e spesso diventa tutto così letale
che possiamo solo esorcizzarlo a risate.

per resistere ci vuole un po’ di fortuna, un po’ di sapienza
e un ragionevole senso dell’umorismo
perché chi ha freddo ha ancora più freddo,
chi è forte è ancora più forte,
chi era coraggioso è meno coraggioso e
noi possiamo soltanto
meditare sul fatto che
l’elefante se ne sta silenzioso nella foresta in attesa di morire,
che gli uomini falliscono ripetutamente ripetutamente
ripetutamente,
che il prete dimentica le preghiere,
che l’amore può trasformarsi in follia,
o che la pioggia fredda infradicia la tomba
di Mozart.
è alla faccia di queste
e di così tante altre cose che
alla fine si impara a
resistere.

Charles Bukowski

Dreamed by Xiaoyu | 04:53 | commenti (2)
--- citazioni, riflessioni ---

martedì, 01 settembre 2009

Vaneggi Delle 4 Del Mattino II

E'  vero che penso che l'uomo sia un animale non sociale costretto alla socialità.
Tuttavia, alla fine, credo che la faccenda sia più complicata di così.
Io non trovo che sia  sbagliato saper stare soli , penso semplicemente sia necessario per costruire,paradossalmente, qualunque rapporto.
La comunicazione fra persone è una cosa molto complicata, piena di facili incomprensioni.
Per il solo e semplice fatto che le cose che vediamo,che proviamo, che pensiamo sono solo nostre e non comuni a qualcuno.
Se non sappiamo stare bene con noi stessi come possiamo stare bene con gli altri?
Ogni tanto penso che la distanza fra due persone possa essere davvero immensa.
D'altra parte alle volte penso che sia una cosa necessaria.
Non si impara a vivere in un giorno, ma metterci un'eternità è controproducente.

Dreamed by Xiaoyu | 03:10 | commenti
--- riflessioni, vaneggi ---

giovedì, 25 giugno 2009

Vaneggi Delle 5 del Mattino

A me piace scrivere.
Decisamente si può dire che mi piace.
Questo perchè a parole, quelle fisiche, fatte di suoni e accenti e pause e tutto quello che occorre per produrne una, non sono molto brava.
Seriamente, faccio schifo.
Anche solo per cose più semplici.
A meno che non le abbia studiate.
Allora sì, in quello me la cavo.
Ripeto parola per parola, senza fermarmi, quello che diligentemente mi sono impressa nella testa.
Ed è facile, fin troppo.
Ma le emozioni, mica si studiano.
A scrivere forse me la cavo meglio, ed è per questo che mi piace, perchè perlomeno riesco ad esprimere cose che non sarei capace di riprodurre in altri modi.
Che poi, scrivere è una parola molto grossa.
Facciamo enorme.
Facciamo che se ci fosse una parola più enorme di "enorme", sarebbe quella parola.
Solo che non mi viene in mente, ora.

Che poi, non è che scrivo.
Traduco, ecco.
Traduco quello che penso.
E c'è da dire che io, penso decisamente troppo.
A volte riesco a comporre qualche timida parola, a mettere qualche virgola qua e là, senza troppe pretese.
Alle volte non ci riesco, ci provo, magari ho in mente tutto , accendo il pc, apro il mio Word Pad( Word ci mette troppo.) e mi siedo, convinta di riuscire nel mio intento.
Ed è inutile e palese dire che sono più le volte che cancello tutto e me ne ritorno nel mio angolino a pensare che le volte che realmente metto insieme qualcosa di concreto.
Dunque anche a scrivere, faccio schifo.

A pensare forse, me la cavo.
Ma insomma in quello sono bravi tutti,mica ne posso fare un vanto, no.
Però devo dire che anche a pensare incappo in fallimenti.

Per esempio, sono giorni e giorni che mi faccio una domanda e non ne vengo proprio a capo.
Dopotutto la maggiorparte dei miei pensieri ha come inizio una domanda.
Insomma, pensare è anche un po' mettersi in gioco.
E questo no, non tutti sono in grado di farlo.
Allora, questa domanda?
Adesso arriva, abbiate pazienza.
Vi avverto però che è una di quelle domande davvero banali.
No, ve lo dico perchè così non rimanete delusi, che poi dopo la mia posta elettronica si riempie di mail(ti piacerebbe eh?) che dicono che sono ripetitiva e banale , gente delusa
"ma mi aspettavo qualcosa di più originale!" "quando raccontavi tutti i cazzi tuoi era più interessante!"
Insomma io vi avviso, così tutto questo lo evitiamo.
Voglio dire, non è banalissima, è ricorrente ecco.
E le cose che si ripetono troppo non piacciono a nessuno.
perchè poi diventano banali no?

insomma questa domanda?

Eh si si allora:
L'Amore.

Ma non è una domanda.

é vero avete ragione.
però è banale.

Mi ricordo di una riflessione sul tema, se così la si può chiamare, che scrissi a 16 anni, circa, quando di amore non è che sapessi molto.
Era molto poetica, a tratti vergognosamente smielata, roba da far venire il diabete, ma insomma io ne ero molto soddisfatta.
Ironicamente ora mi ritrovo qui , davanti allo stesso schermo,a discorrere sul medesimo argomento.
Solo che ho 20 anni, ma di amore non so nulla lo stesso.
E come non sai nulla dell'amore?
Alla tua età, insomma, non è che non sai nulla dell'amore è che non hai capito proprio niente della vita.

Ma poi dico io, come si fa a capirci davvero qualcosa, della vita?
Seriamente, come si fa a capire  qualcosa nella quale ci sei dentro fino al collo?
Mica la vedi, ti circonda, ti giri a destra e ne scorgi un pezzo, magari poi ti viene voglia di girarti a sinistra e ne catturi un altro, poi ti guardi indietro e vedi qualcosa di più.
Poi, guardi davanti a te e ti trovi davanti un muro enorme,una mole di vita che ti sovrasta e non capisci più dove è meglio guardare.
Come si fa a capirci davvero qualcosa, quando non sai neanche da che parte girarti per vederla meglio?

L'unica cosa che mi ricordo di quella riflessione, in modo chiaro e conciso, è un concetto.
Molto semplice a dire il vero.
Banale se vogliamo dirla tutta.
Che l'amore non è una catena.

Il fatto che io abbia scoperto l'acqua calda a 16 anni è, ovviamente, trascurabile.

Prima ho detto che di amore non so nulla.
Non che abbia cambiato repentinamente idea, non sia mai, sono presuntuosa sì, ma non mi sogno di arrivare a questi livelli.
Il fatto è che ho questa mia personale, visione( e , leggete bene, è visione e non "idea")dell'amore che fin troppo spesso cozza con quella degli altri.
No beh, diciamo che si lancia in modo violento sulla visione altrui, come in un incidente d'auto, no che dico, di aereo.
No, a pensarci bene, come l'apocalisse.
Spesso però ha la peggio, c'è da dire.
Spesso finisce che sono io che sono la mietitrice e gli altri le povere vittime innocenti violate nella loro intimità dai miei modi troppo schietti e aggressivi.
Oddio quello che non mi fa dormire la notte è che io non penso che la mia visione dell'amore sia così " Distante" da quella degli altri.
Penso che sia come in quelle discussioni dove uno dice una cosa ,l'altro ne sostiene un'altra, si litiga e poi si fa pace dicendosi ridendo e un po' stupiti
"Ma vedi, stavamo dicendo la stessa cosa!".
e tutti vissero felici e compresi nel loro essere.
Coccole coccole.
Nel mio caso uno dice una cosa, l'altro ne dice dice un'altra, si litiga e poi finisce che ognuno rimane della propria idea e ci si coccola con frasi come
"tu non capisci un cazzo." " ma come puoi dire questo." "ma vedi, non capisci" "basta me ne vado."
No, non te ne andare, spiegami quello che non capisci, perchè ,alle volte, non mi capisco neanche io.
Inutile.

Il fatto è che sì, l'amore non è una catena e siamo tutti molto d'accordo su questo.
Il punto sta che non è anche "tutte" le altre cose.
Spesso con l'amore subentrano altre cose come la gelosia, la fiducia,l'attrazione, l'altruismo e a volte paradossalmente l'egoismo..ecc ecc..
Insomma si fa un po' di confusione.
L'Amore è Amore punto e basta.
e si beh in pratica non hai detto niente.
D'accordo è vero, però è così.
Prima di tutto, mia personale e intaccabile convinzione, è che non si possa amare davvero una persona se prima non si sta bene con se stessi.
Perchè se no diventa tutto un aggrapparsi all'altrui amore, senza mai arrivare da nessunissima parte.
Un girare in tondo, ripetendo sempre la stessa filastrocca, a memoria, perchè quella è e quella deve essere.
Il desiderio di essere amati è una delle cose più distanti che ci siano dall'amare.
Così come la voglia di amare qualcuno.
L'amore , quello tragico e romantico dei romanzi, delle poesie è un amore egoistico, presuntuoso e arrogante.
Voglio dire, non è che con l'Amore non ci si ritrovi ad essere egoisti presuntuosi e arroganti, anzi.
Ma non è solo quello.
Non può essere solo quello.
Perchè non si può pretendere di vivere per una persona.
Perchè gli esseri umani con le loro emozioni sono una delle cose più fragili al mondo.
Perchè, potrà sembrare cinico, ma uno deve imparare a cavarsela da solo.
Perchè L'amore è appoggiarsi all'altro sì, ma se non si ha la forza neanche di sostenere il proprio peso  alla fine si finisce per crollare uno sull'altro.
E in quel caso ci si fa male, troppo male.
L'amore non è parole complicate, situazioni complicate , pensieri complicati.
L'amore è molto, molto semplice, è l'essere umano che è complicato.
Perchè sì, l'amore va dimostrato.
Ma come si può realmente dimostrare qualcosa che non è nulla ed è tutto contemporaneamente?
E qui subentrano la fiducia contrapposta ad una gelosia morbosa, L'altruismo contrapposto ad un egoismo esasperante..e tutto il resto.
Dunque l'Amore è un controsenso.
No, è L'uomo che è un controsenso continuo, e su questo non ci si può fare molto.
Dunque, L'amore è L' essere umano?
Nì, nel senso che io sinceramente non lo so.
L'amore ha tanti punti di vista?
No.
é l'uomo che lo guarda in maniera diversa a seconda delle situazioni.
L'errore appare quando ci si ostina a guardarlo sempre nello stesso modo, e qui si incappa in clichè, in colesterolo troppo alto e in scenate di gelosia.
Non sono parole dolci, non sono pianti di ore al telefono, non sono azioni epiche.
L'amore è ironicamente, concreto, fatto di vita quotidiana, di problemi della vita, di situazioni banali,noiose.

E ti accorgi di Amare davvero una persona non quando vuoi proteggerla con tutte le tue forze,non quando vorresti che fosse solo tua.
Ti accorgi di Amare davvero una persona quando non puoi farci niente.
Non puoi fare nient'altro che accettarla.
Così com'è.
E non è che non puoi.
è che non vuoi, perchè ,in fondo, ti va bene così .
E riesci ad amarla così come è, riesci a far crollare tutte le tue difese, ad essere vulnerabile,perchè se non fosse così non sarebbe la stessa cosa.
Come ho detto prima , Punto e Basta.

Il che è molto più facile a dirsi che a farsi.
Soprattutto perchè ci si tormenta sul quanto le persone siano "giuste" per il nostro essere quando in realtà sono quelle "sbagliate" alla fine ad essere molto, molto più importanti.

Insomma alla fine una cosa è venuta fuori,
Che io, a 20 anni, non so un cazzo.

Dreamed by Xiaoyu | 04:44 | commenti (1)
--- riflessioni, vaneggi ---

martedì, 02 giugno 2009

Sbagliato.

L'idea dell'essere sbagliati non si manifesta per caso, non è che una mattina ci si alza e ci si guarda allo specchio pensando"Oh ma guarda! Sono sbagliato, non me n'ero mai accorto prima! gli occhi sono fuori posto e i capelli dovrebbero essere più folti e i miei pensieri non dovrebbero essere quelli che sono."
L'idea, o più semplicemente la sensazione dell' essere sbagliato, nasce alimentata e spronata da quello che percepiamo essere non in noi, ma negli altri, è letteralmente nutrita da quello che le altre persone vedono in noi.
Quando queste due immagini (l'"io" personale e il "tu" degli altri) si scontrano e non si rivelano essere simili, scatta il processo.
Nasce quando l'idea che abbiamo di noi ci soddisfa ("ho i miei difetti, ma in fondo non sono terribili, posso andare avanti così")ma si scontra con l'idea comune.
Molto spesso non sono i fallimenti delle nostre azioni e del nostro impegno, per esempio quelli scolastici o lavorativi.
Quelli ci fanno solo sentire falliti, il che è un altro paio di maniche.
Quello che ci fa sentire o percepire di essere sbagliati sono i rifiuti (spesso amorosi) o le critiche o i consigli per "migliorare" o "aiutare"il proprio essere, quando non sono affatto richiesti.
Le persone molto spesso non vogliono essere capite, vogliono essere accettate.
Voglio dire, tutte le persone prima o poi fanno i conti con se stessi, prima o poi tutti si autoanalizzano e si rendono conto di quello che "non va" , che non è affatto quello che pensano gli altri, ma è semplicemente quello che noi pensiamo del nostro essere, e allora magari ci rivolgiamo alle altre persone per qualche consiglio..
In caso contrario sono gli altri che ci dicono cosa non va di noi, senza essere interpellati.
E non è colpa di nessuno, ne' degli altri ne' di noi, sono cose che succedono nella vita.
A livello personale, non mi sono mai ritenuta sbagliata.
Il mio carattere è sempre stato particolare, ma di questo me ne sono resa conto da sola, senza l'intervento altrui.
Ma non ho mai considerato un difetto, semplicemente sono così.
E' quando le persone, o la maggiorparte delle persone, che ti stanno intorno iniziano ad elencarti in modo abbastanza continuativo quello che loro vedono di te che si insinua il dubbio del "ma vado davvero bene così?".
Ogni tanto bisogna ammettere che tutto questo è a fin di bene, sotto forma di consigli , ma il risultato è comunque l'opposto.
Sono soprattutto le parole, e i verbi a farci sentire in questo modo, non il concetto in se.
"Dovresti, non sei ,perchè non fai..sei troppo, sei troppo poco."
Già dovresti, ma non lo fai e il non farlo significa che non sei come "dovresti essere" detto ciò semplicemente è colpa tua se sei così e se sei sbagliato.
Ma il dovresti essere non è semplicemente essere come le persone vogliono che tu sia?
e, questo è davvero giusto?
Perchè non importa quanto una persona si possa sforzare ad essere quello che gli altri vorrebbero vedere o ti consigliano di essere, ci sarà sempre qualcosa che "non va", ci sarà sempre qualcosa che dovresti essere, ma che non sei.
Per il semplice fatto, che non si può essere mille persone e nel contempo stesso essere ciò che sei.
Questa è una cosa che mi accade spesso, poichè capita sovente che le persone mi sbattano letteralmente in faccia che dovrei essere "tutto" quello che non sono.
è il fatto che siano le persone a te vicine che ti dicono quello che non sei a farti sentire sbagliato, non è perchè tu pensi di essere sbagliato, è che per forza di cose ti senti quasi costretto a pensarlo.
E non diciamoci balle, il "me ne frego di quello che dice la gente" non funziona in tutte le situazioni, soprattutto la "gente" in questione è gente a cui emotivamente tieni.
Tutte le persone si vogliono distaccare dalla banalità dell'essere.
Si aucelebrano dicendo "io sono diverso", quando poi trovano una persona davvero diversa la definiscono nei casi più fortunati, strana o folle.
Io sono folle , e non ho nessun problema ad ammetterlo, ma chi sono davvero le persone folli e strane?
Sono quelle che ragionano in modo diverso che hanno concezioni dell'essere e del mondo fuori dagli schemi si potrebbe dire.
Ma poi, quali sono realmente gli schemi entro i quali uno dovrebbe pensare?
Il pensiero è astratto, può andare in tutte le direzioni.
è davvero difficile "inscatolarlo" dentro qualche schema.
essere strani non è solo una questione di ragionamenti, per me essere strani folli e quant'altro "non negli schemi" è quasi come una filosofia.
La società ha già provveduto a crearci come esseri parzialmente sociali.
Ci ha dato una via da seguire, spesso però le persone intendono questi "indizi" come legge.
Bisogna fare questo, non quello.
In questo caso sarebbe più opportuno pensare questo.
Lo strano semplicemente interpreta, secondo il suo carattere queste direttive.
Per il semplice fatto che le persone strane, sono il ritratto di quello che le persone medie sarebbero, ma hanno paura o non vogliono essere. Quando una persona ha un pensiero fuori dal comune o pensa che non si deve pensare quella cosa ,che è troppo astratta o troppo bizzarra o semplicemente è un pensiero inutile.
I folli sono quelli che hanno miriadi di pensieri inutili , inutili per le persone perchè pensano che non serva a nulla o che siano cose ovvie sulle quali è superfluo porre assurde questioni o teorie
Però mentre le persone comuni bloccano questi pensieri, i folli li vedono come scappatoia dalla monotonia e banalità della vita.
Eppure mentre le persone che rifiutano la stranezza del loro essere mandano avanti il mondo, i folli hanno le potenzialità per cambiarlo.
Molto spesso però rimangono semplicemente delle persone ritenute strane.
Ma alla fine, tutte le persone sono strane e quindi non lo è nessuno, la differenza sta nell'accettarlo o no.
Ho sempre avuto un approccio alla vita un po' troppo strambo per gli altri.
I problemi che mi pongo spesso solo semplicemente perchè le altre persone pretendono che io sia diversa da come sono.
Tutti in qualche modo o in qualche periodo della mia vita mi hanno letteralmente urlato "cambia", e quando mi dicevano "sei cambiata", io non me lo sentivo affatto.
Questa è la tragedia della mia vita, cambio agli occhi degli altri, costantemente sono qualcosa al posto di un'altra o non lo sono più mentre ai miei, di occhi, resto sempre la stessa persona, con gli stessi difetti e difetti.
Cambio a seconda di come gli altri iniziano a vedermi, a secondo quello che loro accettano di me e quello che non accettano.
Qui nasce il problema della non accettazione.
Non mi accetto io per prima perchè è come se ogni persona mi desse consigli su come essere e segretamente mi facesse intendere "così come sei non ce la farai mai.".
Così se prima non mi facevo problemi per il futuro(sono una di quelle persone che in generale per le cose non si è mai fatta particolari problemi "in qualche modo me la caverò" e in qualche modo, alla fine, me la sono sempre cavata) ora mi ritrovo a pensare di non passare il test di medicina e di essere sbagliata nei miei ragionamenti.
In realtà mi rendo perfettamente conto che nessun ragionamento è sbagliato, i ragionamenti delle persone si strutturano sul modo di ricevere informazioni e su come esse vengono interpretate.
C'è sempre un'altra faccia della verità, mai una assoluta.
Il problema quindi non è essere sbagliati, poichè alla fine lo saremo tutti in un frangente o un altro.
Non è non essere normale, perchè la normalità è una cosa che in fondo non esiste.
Il problema è il sentirsi sbagliati, non l'esserlo.
Perchè se una persona si accetta per quello che è e si sentirà accettata dagli altri, non si sentirà mai sbagliata.
Magari si renderà conto da sola di essere un po' troppo di quello e un po' troppo poco di quell'altro.
Oppure si sentirà un po' bizzarra, ma questo non lo vedrà mai in modo troppo negativo.

Dreamed by Xiaoyu | 01:23 | commenti (9)
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"Noi siamo gli emarginati per scelta, siamo quel 7% che legge più di 10 libri all'anno. Siamo quelli che spengono la tv per accendere un libro. Siamo quelli che dormono con la pila dei libri vicino al letto e ci addormentiamo con il dito fra le pagine. Siamo quelli che sanno che c'è un mondo a portata di "pagina". Siamo quelli che non entrano in libreria solo a Natale e che sentiamo quell'odore così particolare... Siamo quelli che leggono e leggeranno sempre, anche al buio." Cit. Blog dei lettori del ghetto(Gruppo su ANobii)

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My Lyrics

Out the door
Just in time
Head down the 405
Gotta meet the new boss by 8 am
The phone rings in the car
The wife is workin hard
She runnin late tonight again
Well I know what I’ve been told
U gotta work to feed the soul
But I can’t do this all on my own
No I know
I’m no superman
I’m no superman
And you've got your love online
U think you're doin fine
But you’re just plugged into the wall
And that deck of tarot cards
Won’t get u very far
There ain't no hand to break your fall
Well I know what I've been told
U gotta know just when to fold,
But I can’t do this all on my own
No I know
I’m no superman
I’m no superman
You’ve crossed the finish line
Won the race but lost your mind
Was it worth it after all?
I need u here with me
Cause love is all we need,
Just take a hold of the hand that breaks the fall
Well I know what I’ve been told
Gotta break free to break the mold
But I can’t do this all on my own
No I can’t do this all on my own
No I know
That I'm no
Superman
I’m no superman
I’m no superman
(Some day well be together)
I’m no superman
(Some day)
(Someday well be together)
(Someday)
I’m no superman

About X I A O

"Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte. Io non so, a me la vita sembrava già così difficile, sembrava già un'impresa viverla e basta. Ma tu, tu sembra che devi vincerla, la vita, come se fosse una sfida. Sembra che devi stravincerla, una cosa del genere. Una roba strana."

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S o o n

Dislike

Music Addict

3Doors Down. 12Stones.
30 Seconds To Mars. Adema.
Alter Bridge. Anathema. Angra.
Aerosmith. Blind Guardian.
Blink 182. Blur.
Breaking Benjamin. Burn Season.
Coldplay. Creed.
Crossfade. DireStraits.
Do As Infinity. Dream Theater.
Evanescence. Extreme.
Five for Fighting. Flying Steps
Francesco Renga. Frou Frou
Goo Goo Dolls Hikaru Utada.
Hoobastank. L7. Level.
Limp Bizkit Lacuna Coil. Linkin Park.
Lost Prophets. Lene Marlin.
Muse. New Found Glory.
Nightwish. Nickelback. Oasis.
Otto ohm. Opeth Papa Roach.
Puddle Of Muud. Simple Plan.
Slipknot. Snow Patrol.
Sonata Arctica. Staind
Stratovarius. Subsonica.
System Of A Down Theory Of A Deadman.
Tiromancino. Trustcompany.
Viper. Within Temptation.
Yellowcar. ZeroAssoluto
Soundtrack of Grey's Anatomy&Scrubs
And others..

Cosplay

Novembre 2000 Chun Lì
Marzo 2003 Yukino Miyazawa (kareshi kanojo no jijo)
Novembre 2003 Xiaoyu (tekken 3 )
Novembre 2003 Ran Kotobuki (Gals!)
Febbraio 2004 Selphie Timlitt (Final Fantasy VIII)
Novembre 2004 Yuna Singer (Final Fantasy X-2)
Febbraio 2005 Misao (Ruruouni Kenshin)
Marzo 2005 Selphie Timlitt (Kingdom Hearts version)
Maggio 2005 Yuna Floral Fallal (Final Fantasy X-2)
Settembre2005 Xiaoyu School Uniform (Tekken 5)
Novembre 2005 Assassin Female (Ragnarok Online Art Work Version)
Febbraio 2006 Polaris (X-day)
Febbraio 2006 Vincent Valentine (Final Fantasy AC Version)
Maggio 2006 Moguri (final fantasy )
Settembre 2006 Seung Mina (soul calibur 3)
Dicembre 2006 Ling Xiaoyu Special (tekken 5)
Febbraio 2007 Tabhata(tales Of Symphonia)
Febbraio 2008 Edward Elric (Full Metal Alchemist
Dicembre 2008 Original Xiaoyu Bunny Outfit
more are coming ^^get ready for the next cosplay...<

Others


Others

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